1° ITIN. 5 GG. CLASSICO

1° ITINERARIOTIPOLOGIA DELL’ITINERARIO: CLASSICO SUD OVEST
TIPOLOGIA DEI VIAGGIATORI: FAMIGLIE / GIOVANI / ANZIANI
PERIODO DELL’ITINERARIO: ANNUALE

1° GIORNO: CATANIA
Dopo la prima colazione, si raggiunge CATANIA dove si propone al visitatore una visione particolare della lava in città, evidenziando in tale percorso l’importanza fondamentale della presenza del vulcano nella storia e vita di Catania. Nella visita del centro storico si porrà particolare attenzione ai monumenti barocchi della città. In particolare la Piazza del Duomo, armoniosa e bella si presenta cinta da palazzi barocchi e mantiene intatta la disposizione che volle Giovan Battista Vaccarini, artefice fra i più importanti e prolifici della ricostruzione della città dopo il terremoto del 1693. Si noti la Fontana dell’Elefante, un monumento molto particolare composto da un elefante di pietra lavica che regge un obelisco egiziano, la Cattedrale di Sant’Agata con la sua splendida facciata e il prospetto laterale, opera del Vaccarini ed il magnifico Palazzo del Municipio. Da ricordare come esempio mirabile del barocco catanese il superbo Palazzo Biscari, la scenografica Via dei Crociferi e il Monastero dei Benedettini. Nella visita della città, un posto importante meritano il Castello Ursino, con all’interno il Museo Civico, e il Museo Belliniano. Dal tre al cinque febbraio si celebra a Catania la festività di Sant’Agata. Festa religiosa tradizionale che richiama grandi masse di devoti che ricordano il martirio della santa patrona della città. Tre giorni di suoni e luci sfavillanti in quella che è considerata, per importanza, la terza festa al mondo.
Si procede alla degustazione di piatti tipici e dolci tradizionali che sono da sempre vanto della cucina tradizionale catanese, come la celeberrima “Pasta alla Norma” condita con salsa di pomodoro, melanzane fritte, basilico e ricotta salata; le “Scacciate” torte di pane farcite di formaggi locali e verdure, le “Crespelle” frittelle ripiene di ricotta o acciughe. Il pranzo e la cena saranno la delizia del palato con le suddette specialità. Si rientrerà la sera in albergo per il pernottamento.


2° GIORNO: ETNA Sentiero Natura Monte Nero degli Zappini - NICOLOSI - PEDARA
Effettuata la prima colazione, si raggiunge l’ETNA, e vi attende l’escursione lungo il sentiero natura Monte Nero degli Zappini, il primo che è stato tracciato e segnalato sull’Etna, offre una sintesi di alcuni ambienti naturali tipici della zona. Questo percorso presenta poche difficoltà, si può percorrere in circa due ore e trenta minuti e permette di immergersi nella natura sempre diversa dell’Etna. Durante il percorso si costeggia il giardino botanico Nuova Gussonea, centro di studi della variegata flora dell’Etna. Chi fosse interessato a visitarlo all’interno potrà contattare la cattedra di botanica dell’Università di Catania.
Si prosegue con il pranzo che si consumerà a NICOLOSI e poi ci dedicherà alla visita che comincia dalla chiesa Madre, la prima costruzione edificata dopo il terremoto del 1693, che rappresenta uno dei monumenti più significativi di Nicolosi, con la sua facciata in stile ottocentesco e il campanile in pietra lavica. Da ricordare durante i festeggiamenti pasquali la celebrazione della resurrezione con la “calata della tela”. Fuori il paese (sarà presto la nuova sede del Parco dell’Etna), si trova l’antico monastero benedettino di S.Nicolò l’Arena, edificio fondato su una preesistente cappella rurale del XII secolo e attorno al quale si sviluppò il paese. Il monastero fu abbandonato dai monaci dopo che le eruzioni del 1536 – 37 e il terremoto del 1542 che distrussero il piccolo villaggio etneo. Si prosegue con la visita del piccolo museo vulcanologico. La festa del santo patrono si celebra la prima domenica di luglio; tra le sagre ricordiamo, aprile in festa, in agosto la notte di San Lorenzo, in settembre la cronoscalata, in ottobre la sagra dei funghi e in novembre l’estate di San Martino.
Nel pomeriggio si giunge a PEDARA, dove un posto di rilievo assume la chiesa Madre dedicata a S. Caterina, costruita nel 1563, mentre al 1682 risale il campanile. Quando il terremoto del 1693 la distrusse interamente, nel 1705 per volere di don Diego Pappalardo fu riedificata nuovamente. La facciata è suddivisa in quattro parti con la parte centrale che presenta un bel portale ricco di bassorilievi. Inoltre si noti, in alto, una banda in pietra lavica con delle colonnine di gusto settecentesco in pietra bianca. Si prosegue la visita del paese con la chiesa intitolata a Santa Maria Annunziata che possiede una scalinata originale con una strada lastricata in pietra lavica. La chiesa è a pianta basilicale a tre navate. È meta di pellegrinaggi perché contiene al suo interno le spoglie di Giuseppina Faro, nota mistica dell’ottocento. Tra l’11 e il 13 settembre si celebra la festa della Madonna dell’Annunziata un appuntamento da non perdere con le tradizioni religiose e il folklore che rivivono nella processione lungo le vie. In agosto fiera dell’artigianato e agroalimentare, in ottobre sagra del fungo e della mela dell’Etna. La cena e il pernottamento in albergo.


3° GIORNO: BELPASSO – ADRANO - BRONTE
Dopo la prima colazione vi attende BELPASSO, dove potrete sostare ad ammirare la chiesa Madre che conserva all’interno un prezioso crocifisso ligneo del 1400, il simulacro e uno scrigno in argento, del 1500, finemente cesellato che contiene le reliquie di S.Lucia. Tra gli edifici di particolare importanza da rilevare il Palazzo Scrofani e il Palazzo Butera, entrambi pregevoli esempi di barocco siciliano, che si contraddistinguono per il grande uso della pietra lavica. Percorrendo la Via Roma, che è la strada principale di Belpasso, lastricata con basole in pietra lavica, si trova Palazzo Bufali. È una costruzione fra le più interessanti del paese per l’uso superbo della pietra lavica che spicca nel corpo del grande balcone centrale, negli intagli e nei mascheroni che completano questa costruzione in sublime stile settecentesco siciliano. Ogni anno per la festa di S.Lucia, il 13 dicembre, viene portato in processione il fercolo della santa, le statue della sacra famiglia e un telone raffigurante la crocifissione, quello che in dialetto viene chiamato “a tila”. Tra gli aspetti naturalistici è particolarmente importante la Cisterna della Regina dove si allevavano i pesci per la mensa della regina Eleonora D’Angiò, moglie di Federico II. Notevoli alcune grotte di scorrimento lavico come la grotta delle Colombe, e le salinelle di S.Biagio, delle manifestazioni vulcaniche, dove da evidenti fratture del terreno fuoriesce acqua mista a fango. In agosto il motoraduno dell’Etna, in ottobre il palio.
Si prosegue per ADRANO dove si consumerà un pranzo tipico con le specialità del luogo, e poi una visita del centro storico dove ci si sofferma ad ammirare il castello, che risale al 1230 durante il periodo della dominazione sveva. Di sicuro incorpora in se le strutture di un precedente castello normanno, che a sua volta venne eretto su una torre saracena. Oggi ospita il museo archeologico che conserva reperti di età greca, romana e medievale, ed anche una pinacoteca. La visita prosegue con la chiesa Madre risalente alla seconda metà del’500, con una struttura a croce latina a tre navate divise da sedici colonne in pietra lavica. All’interno sopra l’ingresso un polittico di scuola antonelliana del ‘500, e sulla sinistra un prezioso crocifisso su tavola del ‘400. L’interessante visita prosegue con il maestoso ex monastero di S.Lucia con annessa chiesa, edificato nel 1596 ma completato nel 1775 su progetto di Stefano Ittar e del principe Biscari. Infine si potranno gustare le specialità tipiche della cucina adranita che fa largo uso degli agrumi, come il risotto al succo d’arancia, la torta di mandarini e altre prelibatezze. Festeggiamenti particolari per i riti della settimana santa che sono celebrati in maniera varia e spettacolare. Si potrà ammirare, il dramma della “Diavolata”, rappresentazione della vittoria del bene sul male, celebrata il giorno di Pasqua, la processione di Cristo alla Colonna, il giovedì santo, e durante il venerdì santo la “Processione del Cristo morto”. La festa del patrono, S.Vincenzo, si celebra il 22 gennaio e il 3 agosto in onore del concittadino San Nicolò Politi, si festeggia la ricorrenza con una settimana di festeggiamenti, caratterizzati dalla cosiddetta “volata dell’angelo”. L’artigianato è di primissimo livello specie nella produzione del cotto artistico siciliano. In marzo si tiene la sagra dei prodotti ortofrutticoli, in ottobre l’estate adranita.
Infine la visita di BRONTE, che inizia dal centro storico, con il santuario dell’Annunziata, patrona di Bronte, al cui interno è custodito il bellissimo gruppo marmoreo dell’Annunciazione di Maria dello scultore palermitano Antonello Gagini. Da notare durante il giro turistico il real collegio Capizzi del 1778, uno dei riferimenti storico – culturali tra i più importanti di Sicilia, in quanto istituto dove hanno studiato alcuni importanti scrittori siciliani. Non lontano dal paese si trova l’abbazia di Maniace che prende il nome dal famoso generale bizantino Giorgio Maniace, che sconfisse i Saraceni proprio in questi luoghi. Per commemorare il successo della sua vittoria e come devozione alla Madonna, Maniace depose un’icona di Maria. Lì la regina Margherita di Navarra, moglie di Guglielmo I, volle la costruzione di una chiesa, edificata insieme con un grande monastero, che prese il nome di S. Maria dalla sempre crescente devozione per l’icona. Il monastero fu affidato ai benedettini, e poi ai frati basiliani che l’abbandonarono dopo il terremoto del 1693. Il re di Napoli Ferdinando I di Borbone donò l’abbazia all’ammiraglio inglese Horatio Nelson, come tributo di riconoscimento all’aiuto dato durante i moti repubblicani di Napoli. L’abbazia fu ricostruita e trasformata in dimora residenziale di campagna. Gli eredi di Nelson, ne sono stati proprietari fino al 1981 anno in cui il comune di Bronte ha acquistato il castello e il parco, che oggi si possono visitare come museo.
Un vanto della gastronomia brontese è il pistacchio perno fondamentale di tutta l’economia brontese che è utilizzato largamente nelle preparazioni gastronomiche, dalla pasta casereccia preparata con farina e pistacchio, ai dolci e gelati che presentano sempre questo aromatico verde ingrediente. La festa del santo patrono, S.Biagio, si celebra il 3 febbraio. La famosa sagra del pistacchio si tiene nel mese di ottobre. La sera rientro in albergo per la cena e il pernottamento.


4° GIORNO: RANDAZZO - CASTIGLIONE
Effettuata la prima colazione, si prosegue per RANDAZZO, iniziando la visita dalla chiesa di S. Maria, opera di espressiva importanza in stile normanno-svevo, dove dell’originaria struttura rimangono le tre absidi e i torrioni. La chiesa è costruita con blocchi di pietra lavica e nella facciata e nel campanile spiccano motivi a contrasto in pietra bianca. L’interno è in stile rinascimentale, a tre navate a croce latina; si conservano un affresco della madonna del Pileri, e molto altri dipinti di celebri autori. L’altare maggiore è del 1693 in stile barocco. Sul timpano è posto lo stemma della famiglia nobiliare dei De Quatris. Tra gli oggetti preziosi custoditi, ricordiamo il crocifisso ligneo del Pintorno, il calice del re Pietro d’Aragona e il sarcofago in pietra lavica della baronessa De Quatris del 1564. Proseguendo per Via Umberto, si arriva a Piazza Municipio dove si trova il palazzo comunale, che occupa un antico convento con chiostro. Nel laterale della piazza vi è la via degli Archi, sormontata da archi a sesto acuto e belle bifore del ‘300. Oltrepassata questa via si giunge in Piazza S.Nicolò dove è posta la chiesa omonima del XII secolo; all’interno una fonte battesimale del XII secolo di fattura bizantina, un bel crocifisso dipinto su legno e altri preziosi arredi sacri. Altra importante chiesa è quella di S.Martino, a tre navate con facciata barocca in pietra lavica, un magnifico campanile gotico del ‘300 e due leoni in pietra arenaria collocati sul portale d’ingresso; all’interno una fonte battesimale in marmo rosso e un reliquiario d’avorio del ‘300. Nella stessa piazza si trova il castello svevo, superstite costruzione delle otto torri che circondavano
la città. È oggi museo dei pupi siciliani. La festa della patrona, la Madonna Assunta, si celebra il 15 agosto con una processione del tradizionale fercolo alto venti metri che rievoca in tutta la sua bellezza i misteri mariani. Per il Natale sono famosi i Presepi viventi.
Si raggiunge CASTIGLIONE DI SICILIA, per il pranzo che sarà una squisita scoperta nel modo dei sapori, e poi si comincia la visita con il Castello ingrandito dai Normanni che costruirono tre roccaforti collegate da passaggi sotterranei, che costituivano tutto quel complesso militare attorno al quale sorse di seguito il paese, poi circondato da poderose mura difensive. Accanto al castello sorge una delle chiese di maggior pregio fra quelle castiglionesi: la basilica della Madonna della Catena. La sua costruzione risale alla metà del XVII secolo e si erge su una breve gradinata. La facciata di stile barocco in pietra arenaria di Siracusa è grezza ma possiede una luminosità particolare, si nota inoltre, un bel portale a colonne tortili e in due nicchie la statua di S.Filippo e quella di S.Giacomo. Sull’altare maggiore si trova una statua della Madonna della Catena realizzata in marmo di Carrara che risulta essere l’opera di maggior pregio della chiesa, scolpita probabilmente da Giacomo Gagini nel 1543.Le altre tre chiese di notevolissima importanza sia per la loro architettura che per gli arredi sacri contenuti ai loro interni sono, nell’ordine del giro turistico: la chiesa di S. Antonio Abate, quella di S.Pietro e quella della Madonna del Carmine. Un aspetto naturalistico di fondamentale importanza, che ricorda da sempre Castiglione è la presenza, nel suo territorio delle sorprendenti Gole dell’Alcantara, lunghe circa mezzo chilometro, che presentano delle belle pareti di basalto alte anche 50 metri. Percorrerle dà la magnifica sensazione di immergersi nella natura ammirando i giochi di luce e di acqua che si riflettono nelle pareti laviche. Castiglione è chiamata “città del vino” per i pregiati vini DOC che vi vengono prodotti, ma non possiamo dimenticare l’antica tradizione della coltivazione della nocciola. L’artigianato castiglionese ha un vanto da sempre celebrato, i ricami a punto ago fra i più belli e preziosi fra quelli realizzati in Sicilia.La gastronomia si ricorda per i maccheroni caserecci al sugo di coniglio, la caponata di verdure, e tra i dolci i famosi “sciauni” cioè una sfoglia di pasta farcita di ricotta, zucchero e cannella e poi fritta. La festa della patrona, la Madonna della Catena, si celebra la prima domenica di maggio, con un giro del fercolo per le suggestive viuzze del centro cittadino. Le sagre sono quella del ricamo nei castelli in giugno e quella dell’estate castiglionese in agosto. La sera cena e pernottamento in albergo.


5° GIORNO: TAORMINA
Dopo la prima colazione, vi attende TAORMINA, per una visita che comincia attraversando Porta Messina; seguendo il Corso Umberto I, e giungendo presto alla Piazza Vittorio Emanuele II con il Palazzo Corvaja edificio composto da un insieme di edifici aggregati in epoche diverse con un corpo centrale di origine araba, uno normanno e un altro aragonese. Si osservino le splendide trifore e bifore, che prospettano sulla piazza e si noti anche la chiesa di S.Caterina d’Alessandria del 1600, con bel portale barocco. Sempre da Piazza Vittorio Emanuele si diparte una strada che conduce al Teatro Greco, il monumento più famoso di Taormina per il suo fascino inconfondibile ed ancora per la vista bellissima della scena con l’Etna sullo sfondo. Si continua la visita percorrendo il Corso Umberto, notando i magnifici scorci offerti dalle stradine medioevali, e incontrando: il Belvedere, la piccola Chiesa di S.Agostino, sulla destra la Chiesa di S.Giuseppe, la Torre dell’Orologio, La Porta di Mezzo, infine la Piazza del Duomo con la Basilica Cattedrale di S.Nicolò, del XIII secolo, riedificata nei secoli XV e XVI, è stata rimaneggiata ancora nel ‘700. La facciata presenta un potale seicentesco, delle monofore quattrocentesche e una merlatura posticcia che corona l’edificio. L’interno è a pianta basilicale a tre navate con numerosi dipinti quattrocenteschi. Il Palazzo dei Duchi di S.Stefano si trova di seguito e si conclude il percorso con la Porta Catania. Da non perdere un giro sulla costa, sostando ad ammirare la splendida Isola Bella. Pranzo in uno dei tanti e suggestivi ristoranti della città.