2° ITIN. 7 GG. CLASSICO

2° ITINERARIOTIPOLOGIA DELL’ITINERARIO: CLASSICO SUD OVEST
TIPOLOGIA DEI VIAGGIATORI: FAMIGLIE / GIOVANI / ANZIANI
PERIODO DELL’ITINERARIO: ANNUALE

1° GIORNO: CATANIA
Dopo la prima colazione si raggiunge CATANIA, per la visita del centro storico ponendo particolare attenzione ai monumenti barocchi della città. In particolare la Piazza del Duomo, armoniosa e bella si presenta cinta da palazzi barocchi e mantiene intatta la disposizione che volle Giovan Battista Vaccarini, artefice fra i più importanti e prolifici della ricostruzione della città dopo il terremoto del 1693. Si noti la Fontana dell’Elefante, un monumento molto particolare composto da un elefante di pietra lavica che regge un obelisco egiziano, la Cattedrale di Sant’Agata con la sua splendida facciata e il prospetto laterale, opera del Vaccarini ed il magnifico Palazzo del Municipio. Da ricordare come esempio mirabile del barocco catanese il superbo Palazzo Biscari, la scenografica Via dei Crociferi e il Monastero dei Benedettini. Nella visita della città, un posto importante meritano il Castello Ursino, con all’interno il museo civico, e il museo belliniano. Dal tre al cinque febbraio si celebra a Catania la festività di Sant’Agata. Festa religiosa tradizionale che richiama grandi masse di devoti che ricordano il martirio della santa patrona della città. Tre giorni di suoni e luci sfavillanti in quella che è considerata, per importanza, la terza festa al mondo.
Si procede alla degustazione di piatti tipici e dolci tradizionali che sono da sempre vanto della cucina tradizionale catanese, come la celeberrima “Pasta alla Norma” condita con salsa di pomodoro, melanzane fritte, basilico e ricotta salata; le “Scacciate” torte di pane farcite di formaggi locali e verdure, le “Crespelle” frittelle ripiene di ricotta o acciughe. Il pranzo e la cena sono i momenti che vi permetteranno di gustare le specialità menzionate. In serata rientro in albergo per il pernottamento.


2° GIORNO: ETNA Sentiero Natura Monte Nero degli Zappini - SANTA MARIA DI LICODIA - ADRANO
Consumata la colazione si prosegue per l’ETNA, con l’escursione al sentiero natura Monte Nero degli Zappini, il primo che è stato tracciato e segnalato sull’Etna, offre una sintesi di alcuni ambienti naturali tipici della zona. Questo percorso presenta poche difficoltà, si può percorrere in circa due ore e trenta minuti e permette di immergersi nella natura sempre diversa dell’Etna. Durante il percorso si costeggia il giardino botanico Nuova Gussonea, centro di studi della variegata flora dell’Etna. Chi fosse interessato a visitarlo all’interno potrà contattare la cattedra di botanica dell’Università di Catania.
Successivamente si raggiungerà S. MARIA DI LICODIA, dove si consumerà il pranzo, e la visita del centro che ci porta subito alla chiesa di S.Maria di Licodia, erede dell’antica abbazia omonima, rappresenta l’aspetto più importante del patrimonio artistico e culturale del paese. All’interno sono custodite numerose testimonianze dell’antica istituzione monastica, e preziosi oggetti, statue e arredi sacri di notevole valore storico e artistico. Altri importanti monumenti sono la chiesa di S.Giuseppe, la più antica del paese, del 1205, e la chiesa del Crocifisso. Inoltre bisogna notare il Palazzo del Municipio del 1646, la torre arabo-normanna, molto interessante, a pianta quadrata, simbolo del paese e la fontana del Cherubino, con le bocche a mascheroni del 1757. Tra gli aspetti naturalistici ricordiamo le numerose grotte di origine vulcanica che sono disseminate nel territorio di Licodia, come quella di contrada Coda Volpe dall’aspetto molto suggestivo. La gastronomia è quella tipica mediterranea le specialità più rappresentative sono, il sugo finto preparato con patate ed estratto di pomodoro, le frittate di verdura selvatiche, le zucche fritte, la zuppa di pane raffermo con cipolla e olio d’oliva. Tra i dolci tipici la “bersagliera” un biscotto di tradizione benedettina, i mostaccioli dolci preparati con mosto d’uva o succo di ficodindia e le mezzelune, una sorta di strudel. L’artigianato è di qualità soprattutto nei lavori di terracotta e della pietra lavica. Famose le creazioni dei presepi artistici che vedono ogni anno impegnati gli artigiani in un concorso per la creazione più bella. Le feste sono quella della Madonna del Carmelo il 16 e il 17 luglio, quella di S.Giuseppe l’ultima domenica di agosto, quella dell’Immacolata l’8 dicembre e quella di S.Luigi l’ultima domenica di aprile.
Nel pomeriggio si visiterà ADRANO, e ci si soffermerà ad ammirare il castello, che risale al 1230 nel periodo della dominazione sveva. Di sicuro incorpora in se le strutture di un precedente castello normanno, che a sua volta venne eretto su una torre saracena. Oggi ospita il museo archeologico che conserva reperti di età greca, romana e medievale, ed anche una pinacoteca. La visita prosegue con la chiesa Madre risalente alla seconda metà del’500, con una struttura a croce latina a tre navate divise da sedici colonne in pietra lavica. All’interno sopra l’ingresso un polittico di scuola antonelliana del ‘500, e sulla sinistra un prezioso crocifisso su tavola del ‘400. L’interessante visita prosegue con il maestoso ex monastero di S.Lucia con annessa chiesa, edificato nel 1596 ma completato nel 1775 su progetto di Stefano Ittar e del principe Biscari. Infine si potranno gustare le specialità tipiche della cucina adranita che fa largo uso degli agrumi, come il risotto al succo d’arancia, la torta di mandarini e altre prelibatezze. Vi ricordiamo i festeggiamenti particolari per i riti della settimana santa che sono celebrati in maniera varia e spettacolare. Si potrà ammirare, il dramma della “Diavolata”, rappresentazione della vittoria del bene sul male, celebrata il giorno di Pasqua, la processione di Cristo alla Colonna, il giovedì santo, e durante il venerdì santo la “Processione del Cristo morto”. La festa del patrono, S.Vincenzo, si celebra il 22 gennaio. Il 3 agosto in onore del concittadino San Nicolò Politi, si festeggia la ricorrenza con una settimana di festeggiamenti, caratterizzati dalla cosiddetta “volata dell’angelo”. L’artigianato è di primissimo livello specie nella produzione del cotto artistico siciliano. In marzo la sagra dei prodotti ortofrutticoli e in ottobre l’estate adranita. La cena e il pernottamento saranno in albergo.


3° GIORNO: BRONTE - MALETTO
Dopo la prima colazione, si raggiungerà BRONTE, per la visita del centro storico che inizia con il santuario dell’Annunziata, patrona di Bronte, al cui interno è custodito il bellissimo gruppo marmoreo dell’Annunciazione di Maria dello scultore palermitano Antonello Gagini. Da notare durante il giro turistico il real collegio Capizzi del 1778, uno dei riferimenti storico – culturali tra i più importanti di Sicilia, in quanto istituto dove hanno studiato alcuni importanti scrittori siciliani. Non lontano dal paese si trova l’abbazia di Maniace che prende il nome dal famoso generale bizantino Giorgio Maniace, che sconfisse i Saraceni proprio in questi luoghi. Per commemorare il successo della sua vittoria e come devozione alla Madonna, Maniace depose un’icona di Maria. Lì la regina Margherita di Navarra, moglie di Guglielmo I, volle la costruzione di una chiesa, edificata insieme con un grande monastero, che prese il nome di S. Maria dalla sempre crescente devozione per l’icona. Il monastero fu affidato ai benedettini, e poi ai frati basiliani che l’abbandonarono dopo il terremoto del 1693. Il re di Napoli Ferdinando I di Borbone donò l’abbazia all’ammiraglio inglese Horatio Nelson, come tributo di riconoscimento all’aiuto dato durante i moti repubblicani di Napoli. L’abbazia fu ricostruita e trasformata in dimora residenziale di campagna. Gli eredi di Nelson, ne sono stati proprietari fino al 1981 anno in cui il comune di Bronte ha acquistato il castello e il parco, che oggi si possono visitare come museo.
Un vanto della gastronomia brontese è il pistacchio perno fondamentale di tutta l’economia brontese che è utilizzato largamente nelle preparazioni gastronomiche, dalla pasta casereccia preparata con farina e pistacchio, ai dolci e gelati che presentano sempre questo aromatico verde ingrediente. La festa del santo patrono, S.Biagio, si celebra il 3 febbraio. La famosa sagra del pistacchio si tiene nel mese di ottobre. Sarà l’occasione piacevole per gustare un pranzo particolarmente saporito.
Di seguito, nel pomeriggio, vi attende MALETTO, con la visita del centro storico, per soffermarsi ad ammirare gli affascinanti ruderi del castello risalente al XII secolo. Attorno al castello si dipana l’antico quartiere medievale. Tra le chiese è importante quella di S.Michele Arcangelo che è la più antica di Maletto, annessa al palazzo degli Spatafora. E un’altra chiesa importante è quella di S.Antonio di Padova che conserva al suo interno preziose statue lignee del ‘700 realizzate dal Bagnasco. Da non perdere in una visita a Maletto l’occasione di poter gustare le famose specialità a base di fragola che tanta fama danno al paese.
A tal proposito, ogni anno nel mese di giugno si organizza un’importante sagra delle fragoline di bosco, con la preparazione di una gigantesca torta di crema e fragole, che diventa ogni anno più importante per la bontà di questo prodotto tipico malettese. Tra gli oggetti dell’artigianato che meritano una particolare attenzione, vi sono le “ciaramelle” cioè le cornamuse costruite dai pastori con le pelli di pecora, e le selle da equitazione vanto dei mastri sellai malettesi. La cucina tradizionale è semplice e gustosa e annovera fra i primi i maccheroni col sugo di coniglio e le tagliatelle coi broccoli; tra i secondi il castrato alla brace è il piatto tradizionale. In serata rientro in albergo per la cena e il pernottamento.


4° GIORNO: ETNA Sentiero Natura Lago Gurrida - RANDAZZO
Consumata la prima colazione si raggiunge l’ETNA, e si ha la possibilità di conoscere il Sentiero Natura del Lago Gurrida, che ha carattere temporaneo in quanto lo specchio d’acqua dissecca quasi del tutto durante il periodo estivo ad eccezione di un bacino realizzato a seguito di una bonifica cui è stato sottoposto. L’area, allo stato odierno, è occupata in parte da vigneti e frutteti, in quella rimanente da formazioni prative e da specie botaniche specializzate alla vita acquatica. In inverno e in primavera il Gurrida si riempie di animali, quali le eleganti Pavoncelle, i Beccacini, i Pivieri, le Pettegole, i Combattenti, i Piovanelli, perlustrano senza sosta le are ricoperte da pochi centimetri d’acqua. Stormi di anatre come i Codoni, i Fischioni, le Morette, le Marzaiole, tutte in livrea nuziale volano da una parte all’altra del pantano alla ricerca di nuovi germogli o di insetti. Il sentiero presenta un percorso facile con una lunghezza di un chilometro e mezzo e si percorre in un’ora. La fruibilità del percorso è adatta anche a chi, per problemi fisici, è limitato nelle facoltà motorie.
Si giunge a RANDAZZO per il pranzo, e per la visita che comincia dalla chiesa di S. Maria, opera di espressiva importanza in stile normanno-svevo, dove dell’originaria struttura rimangono le tre absidi e i torrioni. La chiesa è costruita con blocchi di pietra lavica e nella facciata e nel campanile spiccano motivi a contrasto in pietra bianca. L’interno è in stile rinascimentale, a tre navate a croce latina e vi si conservano un affresco della madonna del Pileri, e molto altri dipinti di celebri autori. L’altare maggiore è del 1693 in stile barocco. Sul timpano è posto lo stemma della famiglia nobiliare dei De Quatris. Tra gli oggetti preziosi custoditi, ricordiamo il crocifisso ligneo del Pintorno, il calice del re Pietro d’Aragona e il sarcofago in pietra lavica della baronessa De Quatris del 1564. Proseguendo per Via Umberto, si arriva a Piazza Municipio dove si trova il Palazzo Comunale, che occupa un antico convento con chiostro. Nel laterale della piazza vi è la via degli Archi, sormontata da archi a sesto acuto e belle bifore del ‘300.Oltrepassata questa via si giunge in Piazza S.Nicolò dove è posta la chiesa omonima del XII secolo; all’interno una fonte battesimale del XII secolo di fattura bizantina, un bel crocifisso dipinto su legno e altri preziosi arredi sacri. Altra importante chiesa è quella di S.Martino, a tre navate con facciata barocca in pietra lavica, un magnifico campanile gotico del ‘300 e due leoni in pietra arenaria collocati sul portale d’ingresso; all’interno una fonte battesimale in marmo rosso e un reliquiario d’avorio del ‘300. Nella stessa piazza si trova il castello svevo, superstite costruzione delle otto torri che circondavano la città. È oggi museo dei pupi siciliani. La festa della patrona, la Madonna Assunta, si celebra il 15 agosto con una processione del tradizionale fercolo alto venti metri che rievoca in tutta la sua bellezza i misteri mariani. Per il Natale sono famosi i Presepi viventi. La cena sarà un momento particolare per provare gli antichi sapori mediterranei. La sera si rientrerà in albergo per il pernottamento.


5° GIORNO: GOLE DELL’ALCANTARA - CASTIGLIONE
Effettuata la prima colazione ci si recherà alle sorprendenti GOLE DELL’ALCANTARA, lunghe circa mezzo chilometro che presentano delle belle pareti di basalto alte anche 50 metri. Percorrerle dà la magnifica sensazione di immergersi nella natura ammirando i giochi di luce e di acqua che si riflettono nelle pareti laviche.
Si rientra a CASTIGLIONE DI SICILIA e si comincia la visita con il Castello ingrandito dai Normanni che costruirono tre roccaforti collegate da passaggi sotterranei, che costituivano tutto quel complesso militare attorno al quale sorse di seguito il paese, poi circondato da poderose mura difensive. Accanto al castello sorge una delle chiese di maggior pregio fra quelle castiglionesi: la basilica della Madonna della Catena. La sua costruzione risale alla metà del XVII secolo e si erge su una breve gradinata. La facciata di stile barocco in pietra arenaria di Siracusa è grezza ma possiede una luminosità particolare, si nota inoltre, un bel portale a colonne tortili e in due nicchie la statua di S.Filippo e quella di S.Giacomo. Sull’altare maggiore si trova una statua della Madonna della Catena realizzata in marmo di Carrara che risulta essere l’opera di maggior pregio della chiesa, scolpita probabilmente da Giacomo Gagini nel 1543. Le altre tre chiese di notevolissima importanza sia per la loro architettura che per gli arredi sacri contenuti ai loro interni, sono nell’ordine del giro turistico: la chiesa di S. Antonio Abate, quella di S.Pietro e quella della Madonna del Carmine. Castiglione è chiamata “città del vino” per i pregiati vini DOC che vi vengono prodotti, ma non possiamo dimenticare l’antica tradizione della coltivazione della nocciola. L’artigianato castiglionese ha un vanto da sempre celebrato, i ricami a punto ago fra i più belli e preziosi fra quelli realizzati in Sicilia. Il pranzo è il momento per apprezzare la gastronomia del luogo che si ricorda per i maccheroni caserecci al sugo di coniglio, la caponata di verdure, e tra i dolci i famosi “sciauni” cioè una sfoglia di pasta farcita di ricotta, zucchero e cannella e poi fritta. La festa della patrona, la Madonna della Catena, si celebra la prima domenica di maggio, con un giro del fercolo per le suggestive viuzze del centro cittadino. Le sagre sono quella del ricamo nei castelli in giugno, e quella dell’estate castiglionese in agosto. Rientro in albergo per la cena e il pernottamento.


6° GIORNO: ETNA Sentiero Escursionistico Piano Provenzana - Monte Nero - PIEDIMONTE - LINGUAGLOSSA
Dopo la prima colazione, ci si recherà sull’ETNA, per percorrere il Sentiero Escursionistico nel Parco dell’Etna, Piano Provenzana Monte Nero, che offre una breve passeggiata nelle zone immediatamente adiacenti Piano Provenzana, dove potrete apprezzare la bellezza della pineta e la forza prorompente di un vecchio complesso eruttivo.
Successivamente si raggiunge PIEDIMONTE ETNEO, dove vi accoglie la splendida e scenografica Porta S.Fratello, realizzata con grandi conci di pietra lavica. Il portale è formato da una coppia di obelischi alla cui sommità sono poste due sfere di pietra. In Piazza Roma, centro storico del paese, si trova la chiesa di S.Michele, l’elegante Palazzo Voces in stile neoclassico, il Palazzo Carpinato e la villa comunale.
In Piazza chiesa Madre si erge la chiesa Madonna del Rosario del 1712, mentre in Piazza Umberto I è posto il convento dei Cappuccini con l’annessa chiesa dell’Immacolata. All’interno troviamo la preziosa tribuna dell’altere maggiore che contiene un magnifico ciborio di legno intagliato molto simile a quello presente nella chiesa dei cappuccini di Linguaglossa. A Piedimonte è sviluppata la coltivazione della vite, dalla quale si estrae un ottimo vino che il DOC “Etna Rosso”. La festa del santo patrono, S.Ignazio di Loyola, si celebra il 31 luglio. Le sagre sono quella della vendemmia in settembre, e l’estate piedimontese in luglio. Il pranzo si consumerà presso un locale tipico.
Nel pomeriggio si raggiunge LINGUAGLOSSA, per la visita del centro che comincia con la chiesa Madre, la cui fondazione risale al 1613. La facciata si compone di sapienti cromatismi ottenuti con l’uso alternato della pietra lavica e di quella arenaria. All’interno si conservano preziosi dipinti, e dietro l’altare maggiore è posto il magnifico coro ligneo con bassorilievi, sculture e fregi. È un opera di superba fattura del 1728 realizzata dagli intagliatori catanesi Turrisi e Cirolli. Ogni spalliera contiene un bassorilievo intagliato con una scena della vita di Gesù.
Di enorme interesse è la chiesa dell’Immacolata con la bellissima pala raffigurante la Madonna. Sull’altare vi è la più eccelsa fra le opere conservate a Linguaglossa: la famosa “Custodia” di Pietro Bencivinni, che la scolpì tra il 1708 e il 1710. Di proporzioni monumentali è una realizzazione di squisita fattura.
Infine per completare la visita del paese si può raggiungere il museo delle Genti dell’Etna. È un museo etnografico che raccoglie reperti naturali e di manufatti che tengono viva la memoria di un passato naturale quanto artigianale. Linguaglossa è famosa per i suo vigneti che producono diversi vini DOC, e la produzione di nocciole che tanta parte ha nella preparazione di dolci tipici. Sono dei veri protagonisti della gastronomia la celebre salsiccia e i funghi porcini. Si deve menzionare l’ottimo miele sia di ginestra che di castagno. La festa del santo patrono si celebra l’1 settembre, mentre quella del compatrono, S.Rocco si festeggia il 16 agosto. In luglio si organizza il pentathlon dell’Etna, in agosto l’estate linguaglossese e in ottobre la settimana dell’Etna. La cena e il pernottamento saranno in albergo.


7° GIORNO: TAORMINA
Consumata la prima colazione si parte alla volta di TAORMINA, per la visita di Taormina che comincia attraversando Porta Messina e seguendo il Corso Umberto I e giungendo presto alla Piazza Vittorio Emanuele II con il Palazzo Corvaja edificio composto da un corpo centrale di origine araba, uno normanno, e un altro aragonese. Si osservino le splendide trifore e bifore, che prospettano sulla piazza. Si noti anche la chiesa di S.Caterina d’Alessandria del 1600, con bel portale barocco. Sempre da Piazza Vittorio Emanuele si diparte una strada che conduce al Teatro Greco, il monumento più famoso di Taormina per il suo fascino inconfondibile ed anche per la vista bellissima della scena con l’Etna sullo sfondo. Si continua la visita percorrendo il Corso Umberto, notando i magnifici scorci offerti dalle stradine medioevali, e incontrando: il Belvedere, la piccola Chiesa di S.Agostino, sulla destra la Chiesa di S.Giuseppe, la Torre dell’Orologio, La Porta di Mezzo, in fine la Piazza del Duomo con la Basilica Cattedrale di S.Nicolò, del XIII secolo, riedificata nei secoli XV e XVI è stata rimaneggiata ancora nel ‘700. La facciata presenta un potale seicentesco, delle monofore quattrocentesche, e una merlatura posticcia che corona l’edificio. L’interno è a pianta basilicale a tre navate, con numerosi dipinti quattrocenteschi. Il Palazzo dei Duchi di S.Stefano si trova di seguito e si conclude il percorso con la Porta Catania. Da non perdere un giro sulla costa, sostando ad ammirare la splendida Isola Bella. Pranzo presso un ristorante tipico per gustare i prodotte tradizionali