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| 4°
ITIN. 3 GG. ENOGASTRONOMICO |
| 4° ITINERARIOTIPOLOGIA
DELLITINERARIO: |
ENOGASTRONOMICO II |
| TIPOLOGIA DEI VIAGGIATORI: |
FAMIGLIE / GIOVANI /
ANZIANI |
| PERIODO DELLITINERARIO:
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ANNUALE |
1° GIORNO: CATANIA
Dopo la prima colazione si raggiunge CATANIA e nella visita del centro
storico si porrà particolare attenzione ai monumenti barocchi della
città. In particolare la Piazza del Duomo, armoniosa e bella si
presenta cinta da palazzi barocchi e mantiene intatta la disposizione
che volle Giovan Battista Vaccarini, artefice fra i più importanti
e prolifici della ricostruzione della città dopo il terremoto del
1693. Si noti la Fontana dellElefante, un monumento molto particolare
composto da un elefante di pietra lavica che regge un obelisco egiziano,
la Cattedrale di SantAgata con la sua splendida facciata e il prospetto
laterale, opera del Vaccarini ed il magnifico Palazzo del Municipio. Da
ricordare come esempio mirabile del barocco catanese il superbo Palazzo
Biscari, e la scenografica Via dei Crociferi. Nella visita della città,
un posto importante meritano il Castello Ursino, con allinterno
il museo civico, e il museo belliniano. Per chi è interessato,
dal tre al cinque febbraio si celebra a Catania la festività di
SantAgata. Festa religiosa tradizionale che richiama grandi masse
di devoti che ricordano il martirio della santa patrona della città.
Tre giorni di suoni e luci sfavillanti in quella che è considerata,
per importanza, la terza festa al mondo.
Si procede per il pranzo e la cena con la degustazione di piatti tipici
e dolci tradizionali che sono da sempre vanto della cucina tradizionale
catanese, come la celeberrima Pasta alla Norma condita con
salsa di pomodoro, melanzane fritte, basilico e ricotta salata; le Scacciate
torte di pane farcite di formaggi locali e verdure, le Crespelle
frittelle ripiene di ricotta o acciughe, i Mascolini Marinati,
la Caponata Catanese, i Fiori di Zucca Fritti
e tanti dolci tipici alla mandorla. È un esperienza indimenticabile
per il palato gustare tutte le bontà della gastronomia tipica di
questa splendida città. In serata rientro in albergo per il pernottamento.
2° GIORNO: ETNA Sentiero
Natura Monte Nero degli Zappini - RAGALNA - BELPASSODopo la prima
colazione, si prosegue per lETNA, per effettuare lescursione
al sentiero natura Monte Nero degli Zappini, il primo che è stato
tracciato e segnalato sullEtna, offre una sintesi di alcuni ambienti
naturali tipici della zona. Questo percorso presenta poche difficoltà,
si può percorrere in circa due ore e trenta minuti e permette di
immergersi nella natura sempre diversa dellEtna. Durante il percorso
si costeggia il giardino botanico Nuova Gussonea, centro di studi della
variegata flora dellEtna. Chi fosse interessato a visitarlo allinterno
potrà contattare la cattedra di botanica dellUniversità
di Catania.
Si raggiunge RAGALNA, per visitare il paese. Si nota subito la chiesa
di S.Maria del Carmelo in stile ottocentesco, posta nella Piazza Cisterna
la principale del paese. Altra chiesa è quella di S.Barbara in
stile neoromanico. Nel territorio del paese sono presenti, come testimonianza
della sua vocazione agricola numerosi palmenti, frantoi e cisterne. Le
antiche masserie possedevano quasi tutte il palmento o il frantoio dove
trasformare direttamente luva in vino e le olive in olio. Le cisterne
rappresentano un altro patrimonio per Ragalna, infatti, sin dal XV secolo
la regina Bianca si prodigò per la loro costruzione, in modo da
evitare le migrazioni della popolazione per leventuale penuria dacqua.
Fra gli aspetti naturalistici del paese, che bisogna evidenziare, la grotta
Catanese merita una menzione particolare per la sua grandezza e bellezza,
come i magnifici castagneti. Vera ricchezza di Ragalna sono la frutta
e il leggerissimo olio doliva. Le specialità gastronomiche
principali sono i funghi di ferula, la salsiccia cotta sulla tegola di
terracotta con contorno di mele fritte nel grasso della salsiccia. Ottima
pure la mostarda di fichidindia. Lartigianato ragalnese si ricorda
per i cesti intrecciati con i rami dulivo e i piccoli sgabelli in
ferula. La festa della patrona, la Madonna del Carmelo, si festeggia lultima
domenica di settembre.Sagre in giugno delle ciliegie, in ottobre mercatini
del biologico, in novembre salsiccia, caliceddi e vino, e olio doliva
e prodotti locali. Dopo il pranzo in un tipico ristorante, si prosegue
alla volta di BELPASSO, sostando ad ammirare la chiesa Madre che conserva
allinterno un prezioso crocifisso ligneo del 1400, il simulacro
e uno scrigno in argento del 1500 finemente cesellato che contiene le
reliquie di S.Lucia. Tra gli edifici di particolare importanza da rilevare
il Palazzo Scrofani e il Palazzo Butera, entrambi pregevoli esempi di
barocco siciliano, che si contraddistinguono per il grande uso della pietra
lavica. Percorrendo la Via Roma, che è la strada principale di
Belpasso, lastricata con basole in pietra lavica, si trova Palazzo Bufali.
È una costruzione fra le più interessanti del paese per
luso superbo della pietra lavica che spicca sublime nel corpo del
grande balcone centrale, negli intagli e nei mascheroni che completano
questa costruzione in puro stile settecentesco siciliano. Vi ricordiamo
che ogni anno per la festa di S.Lucia, il 13 dicembre, viene portato in
processione il fercolo della santa, le statue della sacra famiglia e un
telone raffigurante la crocifissione, quello che in dialetto viene chiamato
a tila. Tra gli aspetti naturalistici è particolarmente
importante la cisterna della regina dove si allevavano i pesci per la
mensa della regina Eleonora DAngiò, moglie di Federico II.
Notevoli alcune grotte di scorrimento lavico come la grotta delle Colombe,
e le salinellle di S.Biagio, che sono manifestazioni vulcaniche in evidenti
fratture del terreno dalle quali fuoriesce acqua mista a fango. In agosto
ricordiamo il motoraduno dellEtna, in ottobre il palio. La cena
vi permetterà di gustare i prodotti tipici del luogo In serata
si rientrerà in albergo per il pernottamento.
3° GIORNO: ZAFFERANA - MILO
Effettuata la prima colazione si raggiungerà, ZAFFERANA ETNEA, per
la visita del centro, con la Piazza Umberto I, dove si trova la chiesa Madre.
Ricostruita dopo il terremoto del 1818 possiede due campanili gemelli e
un facciata in pietra arenaria chiara che contrasta con il nero della pietra
lavica della scalinata. Poi da vedere, il palazzo municipale, posto sopra
una scalinata liberty a doppia rampa. Sempre nella piazza il belvedere che
si affaccia sui giardini pubblici. Fra i prodotti tipici locali meritano
attenzione il miele, che riveste unimportanza fondamentale nelleconomia
di Zafferana, con 800 apicoltori e una produzione pari al 15% del prodotto
nazionale, i funghi porcini preparati in gustosi piatti da diverse trattorie
ed un grande biscotto riccamente ricoperto di cioccolato chiamato sciatore.
In luglio non si può mancare a Etna in scena, rassegna
teatrale, cinematografica e danza di fama nazionale. In ottobre laltrettanto
celebre sagra chiamata ottobrata richiama migliaia di persone. Il pranzo
si consumerà in un locale tipico per poter gustare pienamente i sapori
della cucina casereccia.
Si prosegue per MILO, per
una visita molto interessante perché il paese è per la sua
posizione geografica uno dei luoghi più affascinanti del versante
orientale dellEtna. Lorigine del nome, pare provenga dal greco,
e significa nero come lacqua di una sorgente che attraversando
le zone laviche vi sgorgava con una colorazione molto scura. È
stato risparmiato due volte dalle terribili colate laviche del 1852 e
1950, tanto da presentare ancora oggi una sua integrità urbanistica
visibile nelle vecchie ville padronali, nelle piccole case in pietra lavica
con le facciate dipinte in toni pastello, nelle cantine dalle pareti sbrecciate,
nei muretti costruiti a secco invasi, spesso, dalla flora endemica. Tra
i monumenti di maggior spicco ricordiamo la chiesa dedicata a S.Andrea,
patrono del paese, edificata nel 1697, ma ricostruita in pietra arenaria
dopo le distruzioni dellultima guerra. Il territorio di Milo è
caratterizzato dalla coltivazione di ottimi vigneti, dai quali si produce
un ottimo vino quale lEtna Bianco Superiore, un famoso DOC che viene
anche offerto in degustazione ogni anno in occasione della rassegna enologica
Vinimilo. La cena si effettuerà in un ristorante tipico
per gustare le prelibatezze che vi verranno proposte.
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