9° ITIN. 5 GG. BOTANICO

9° ITINERARIOTIPOLOGIA DELL’ITINERARIO: BOTANICO
TIPOLOGIA DEI VIAGGIATORI: FAMIGLIE / GIOVANI / ANZIANI
PERIODO DELL’ITINERARIO: ANNUALE

1° GIORNO: CATANIA
Dopo la prima colazione, si arriva a CATANIA, e si visita in particolare la Piazza del Duomo, armoniosa e bella si presenta cinta da palazzi barocchi e mantiene intatta la disposizione che volle Giovan Battista Vaccarini, artefice fra i più importanti e prolifici della ricostruzione della città dopo il terremoto del 1693. Si noti la Fontana dell’Elefante, un monumento molto particolare composto da un elefante di pietra lavica che regge un obelisco egiziano, la Cattedrale di Sant’Agata con la sua splendida facciata e il prospetto laterale, opera del Vaccarini ed il magnifico Palazzo del Municipio. Da ricordare come esempio mirabile del barocco catanese il superbo Palazzo Biscari, la scenografica Via dei Crociferi e il Monastero dei Benedettini. Nella visita della città, un posto importante meritano il Castello Ursino, con all’interno il Museo Civico. La visita prosegue con l’Orto Botanico, che risale al 1788, ed è suddiviso in “Hortus Generalis” che raccoglie soprattutto piante esotiche ed “Hortus Siculus” destinato alla coltivazione di specie spontanee siciliane. È presente anche l’Erbario dedicato in modo specifico alla raccolta e alla conservazione di piante essiccate. Vi ricordiamo inoltre il Museo di Zoologia, e quello di Paleontologia. Per chi fosse interessato vi ricordiamo che dal tre al cinque febbraio si celebra a Catania la festività di Sant’Agata. Festa religiosa tradizionale che richiama grandi masse di devoti che ricordano il martirio della santa patrona della città. Tre giorni di suoni e luci sfavillanti in quella che è considerata, per importanza, la terza festa al mondo.
Si procede alla degustazione di piatti tipici e dolci tradizionali che sono da sempre vanto della cucina tradizionale catanese, come la celeberrima “Pasta alla Norma” condita con salsa di pomodoro, melanzane fritte, basilico e ricotta salata; le “Scacciate” torte di pane farcite di formaggi locali e verdure, le “Crespelle” frittelle ripiene di ricotta o acciughe. Il pranzo e la cena saranno la delizia del palato con le suddette specialità.


2° GIORNO: ETNA Sentiero Natura Monte Nero degli Zappini - NICOLOSI
Consumata la prima colazione vi attende l’ETNA, con l’escursione al sentiero natura Monte Nero degli Zappini, il primo che è stato tracciato e segnalato sull’Etna, offre una sintesi di alcuni ambienti naturali tipici della zona. Questo percorso presenta poche difficoltà, si può percorrere in circa due ore e trenta minuti e permette di immergersi nella natura sempre diversa dell’Etna. Durante il percorso si costeggia il giardino botanico Nuova Gussonea, centro di studi della variegata flora dell’Etna. Chi fosse interessato a visitarlo all’interno potrà contattare la cattedra di botanica dell’Università di Catania. È un esperienza importante per chi vuole sapere di più sulla flora endemica dell’Etna.
Si rientra a NICOLOSI, per un pranzo tipico e la visita che comincia dalla chiesa Madre, la prima costruzione edificata dopo il terremoto del 1693, che rappresenta uno dei monumenti più significativi di Nicolosi, con la sua facciata in stile ottocentesco e il campanile in pietra lavica. Da ricordare durante i festeggiamenti pasquali la celebrazione della resurrezione con la “calata della tela”. Fuori il paese (sarà presto la nuova sede del Parco dell’Etna), si trova l’antico monastero benedettino di S.Nicolò l’Arena, edificio fondato su una preesistente cappella rurale del XII secolo e attorno al quale si sviluppò il paese. Il monastero fu abbandonato dai monaci dopo che le eruzioni del 1536 – 37 e il terremoto del 1542 che distrussero il piccolo villaggio etneo. Si prosegue con la visita del piccolo museo vulcanologico. La festa del santo patrono si celebra la prima domenica di luglio. Tra le sagre ricordiamo, aprile in festa, in agosto la notte di San Lorenzo, in settembre la cronoscalata, in ottobre la sagra dei funghi e in novembre l’estate di San Martino. La cena e il pernottamento in albergo.


3° GIORNO: ETNA Sentiero Natura Monti Sartorius - MILO
Effettuata la prima colazione, si sale sull’ETNA, per un escursione lungo il Sentiero Natura Monti Sartorius, che è un percorso che riveste eccezionale interesse sia dal punto di vista geologico che botanico. Il grande interesse geologico è rappresentato dalla imponente colata lavica del 1865 che ha dato origine ai monti Sartorius (in onore e memoria dello studioso Sartorius von Waltershausen che fu tra i primi a riportare cartograficamente le più importanti eruzioni dell’Etna), caratterizzati dal tipico allineamento dei conetti eruttivi detti a “bottoniera”. Lungo il sentiero si incontrano radure ricche di specie endemiche, bombe vulcaniche di notevoli dimensioni e formazioni boschive dominate dalla Betulla dell’Etna.
Vi ricordiamo l’utilizzo di un abbigliamento adatto alla montagna e l’uso delle scarpe da trekking. Vi raccomandiamo di non uscire dal sentiero segnalato, che è lungo circa quattro chilometri, è un escursione facile e si può percorrere in circa due ore.
Si prosegue per MILO, per una visita al paese che per la sua posizione geografica è uno dei luoghi più affascinanti del versante orientale dell’Etna. L’origine del nome, pare provenga dal greco, e significa “nero” come l’acqua di una sorgente che attraversando le zone laviche assumeva una colorazione molto scura. È stato risparmiato due volte dalle terribili colate laviche del 1852 e 1950, tanto da presentare ancora oggi una sua integrità urbanistica visibile nelle vecchie ville padronali, nelle piccole case in pietra lavica con le facciate dipinte in toni pastello, nelle cantine dalle pareti sbrecciate, nei muretti costruiti a secco invasi, spesso, dalla flora endemica. Tra i monumenti di maggior spicco ricordiamo la chiesa dedicata a S.Andrea, patrono del paese, edificata nel 1697, ma ricostruita in pietra arenaria dopo le distruzioni dell’ultima guerra. Il territorio di Milo è caratterizzato dalla coltivazione di ottimi vigneti, dai quali si produce un ottimo vino quale l’Etna Bianco Superiore, un famoso DOC che viene anche offerto in degustazione ogni anno in occasione della rassegna enologica “Vinimilo”. L’occasione per consumare un delizioso pranzo preparato con maestria tradizionale. La cena e il pernottamento saranno, invece, in albergo.


4° GIORNO: ZAFFERANA
Dopo la prima colazione ci si recherà per un’escursione sull’ETNA all’Ilice di Pantano il famoso Leccio secolare situato in contrada Carrinu, al rientro ZAFFERANA ETNEA vi attende per il pranzo e per una visita del centro, con la Piazza Umberto I, dove si trova la chiesa Madre. Ricostruita dopo il terremoto del 1818 possiede due campanili gemelli e un facciata in pietra arenaria chiara che contrasta con il nero della pietra lavica della scalinata. Poi da vedere, il palazzo municipale, posto sopra una scalinata liberty a doppia rampa. Sempre nella piazza il belvedere che si affaccia sui giardini pubblici. Fra i prodotti tipici locali meritano attenzione il miele, che riveste un’importanza fondamentale nell’economia di Zafferana, con 800 apicoltori e una produzione pari al 15% del prodotto nazionale, i funghi porcini preparati in gustosi piatti da diverse trattorie ed un grande biscotto riccamente ricoperto di cioccolato chiamato “sciatore”. In luglio non si può mancare a Etna in scena, rassegna teatrale, cinematografica e danza di fama nazionale e in ottobre l’altrettanto celebre sagra chiamata ottobrata che richiama migliaia di persone. In serata rientro in albergo per la cena e per il pernottamento.


5° GIORNO: ETNA Sentiero Escursionistico Piano Provenzana Monte Nero - SANT’ALFIO
Consumata la prima colazione, è il momento di immergersi nella natura con una visita sull’ETNA, per scoprire il Sentiero Escursionistico nel Parco dell’Etna, Piano Provenzana Monte Nero, che offre una breve passeggiata nelle zone immediatamente adiacenti Piano Provenzana dove potrete apprezzare la bellezza della pineta e la forza prorompente di un vecchio complesso eruttivo.
Si prosegue per SANT’ALFIO, per gustare il pranzo e per una visita che comincia dal monumento più importante del paese che è la chiesa Madre che risale al 1600. Successivamente si pensò di ingrandirla, lasciando intatta la struttura precedente, ne risultò che la vecchia chiesa è l’attuale navata centrale. Nel 1867 i lavori vennero ultimati, ma nel 1894 si mise mano anche alla parte anteriore, cioè la faciata della vecchia chiesa. Nel 1919 venne abbattuta la facciata e ricostruita, come è ancora oggi, interamente in pietra lavica. Uno degli elementi naturalistici di fama mondiale è il millenario Castagno dei Cento Cavalli, che è il simbolo del paese: un enorme castagno che, come recita la leggenda, riparò dalla pioggia la regina Giovanna d’Angiò e il suo seguito di cento cavalieri. È considerato, oggi, uno degli alberi più vecchi del mondo con i suoi 3600 - 4000 anni. La gastronomia santalfiese è caratterizzata dal “crasto”, cioè agnello castrato cotto in umido con piselli al forno. Tra i dolci tradizionali le nocciole e le mandorle occupano un posto di primo piano nella preparazione di ottimi torroni e biscotti. La festa più importante dell’anno è quella del santo patrono, Sant’Alfio, che si celebra la prima domenica di maggio per non farla coincidere con quella di Trecastagni e di Lentini dove si festeggia il 10 maggio. La festa rievoca il martirio dei santi.