12° ITIN. 3 GG. CLASSICO

12° ITINERARIOTIPOLOGIA DELL’ITINERARIO: CLASSICO
TIPOLOGIA DEI VIAGGIATORI: FAMIGLIE / GIOVANI / ANZIANI
PERIODO DELL’ITINERARIO: ANNUALE

1° GIORNO: CATANIA Dopo la prima colazione vi attende CATANIA, per propone al visitatore una visione particolare della lava in città, evidenziando in tale percorso l’importanza fondamentale della presenza del vulcano nella storia e vita di Catania. Nella visita del centro storico si porrà particolare attenzione ai monumenti barocchi della città. In particolare la Piazza del Duomo, armoniosa e bella si presenta cinta da palazzi barocchi e mantiene intatta la disposizione che volle Giovan Battista Vaccarini, artefice fra i più importanti e prolifici della ricostruzione della città dopo il terremoto del 1693. Si noti la Fontana dell’Elefante, un monumento molto particolare composto da un elefante di pietra lavica che regge un obelisco egiziano, la Cattedrale di Sant’Agata con la sua splendida facciata e il prospetto laterale, opera del Vaccarini ed il magnifico Palazzo del Municipio. Da ricordare come esempio mirabile del barocco catanese il superbo Palazzo Biscari, e la scenografica Via dei Crociferi. Nella visita della città, un posto importante meritano il Castello Ursino, con all’interno il museo civico, e il museo belliniano. Dal tre al cinque febbraio si celebra a Catania la festività di Sant’Agata. Festa religiosa tradizionale che richiama grandi masse di devoti che ricordano il martirio della santa patrona della città. Tre giorni di suoni e luci sfavillanti in quella che è considerata, per importanza, la terza festa al mondo
Si procede alla degustazione di piatti tipici e dolci tradizionali che sono da sempre vanto della cucina tradizionale catanese, come la celeberrima “Pasta alla Norma” condita con salsa di pomodoro, melanzane fritte, basilico e ricotta salata; le “Scacciate” torte di pane farcite di formaggi locali e verdure, le “Crespelle” frittelle ripiene di ricotta o acciughe. Tutte queste prelibatezze vi verranno servite per il pranzo e la cena prima del rientro in albergo per il pernottamento.


2° GIORNO: NICOLOSI - PEDARA -TRECASTAGNIEffettuata la prima colazione, si raggiunge NICOLOSI, per una visita che comincia dalla chiesa Madre, la prima costruzione edificata dopo il terremoto del 1693, che rappresenta uno dei monumenti più significativi di Nicolosi, con la sua facciata in stile ottocentesco e il campanile in pietra lavica. Da ricordare durante i festeggiamenti pasquali la celebrazione della resurrezione con la “calata della tela”. Fuori il paese (sarà presto la nuova sede del Parco dell’Etna), si trova l’antico monastero benedettino di S.Nicolò l’Arena, edificio fondato su una preesistente cappella rurale del XII secolo e attorno al quale si sviluppò il paese. Il monastero fu abbandonato dai monaci dopo che le eruzioni del 1536 – 37 e il terremoto del 1542 distrussero il piccolo villaggio etneo. Si prosegue con la visita del piccolo museo vulcanologico. La festa del santo patrono si celebra la prima domenica di luglio. Tra le sagre ricordiamo, aprile in festa, in agosto la notte di San Lorenzo, in settembre la cronoscalata, in ottobre la sagra dei funghi, in novembre l’estate di San Martino.
Si continuerà con PEDARA, per concedersi un pranzo tutto pieno di sorprese culinarie, e per visitarela chiesa Madre dedicata a S. Caterina, costruita nel 1563, mentre al 1682 risale il campanile. Quando il terremoto del 1693 la distrusse interamente, nel 1705 per volere di don Diego Pappalardo fu riedificata nuovamente. La facciata è suddivisa in quattro parti con la parte centrale che presenta un bel portale ricco di bassorilievi. Inoltre si noti, in alto, una banda in pietra lavica con delle colonnine di gusto settecentesco in pietra bianca. Si prosegue la visita del paese con la chiesa intitolata a Santa Maria Annunziata che possiede una scalinata originale con una strada lastricata in pietra lavica. La chiesa è a pianta basilicale a tre navate. È meta di pellegrinaggi perché contiene al suo interno le spoglie di Giuseppina Faro, nota mistica dell’ottocento. Tra l’11 e il 13 settembre si celebra la festa della Madonna dell’Annunziata, quando tradizioni religiose e folklore sfilano lungo le vie. In agosto si tiene la fiera dell’artigianato e agroalimentare, in ottobre la sagra del fungo e della mela dell’Etna.
Nel pomeriggio si visiterà TRECASTAGNI dove si può ammirare la bellezza della chiesa Madre, dedicata a S.Nicola di Bari, posta su un belvedere che permette la vista della costa ionica. È stata edificata nel XV secolo e successivamente rimaneggiata. Ha una struttura basilicale a tre navate decorate con stucchi settecenteschi. Non si può tralasciare il Santuario dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, la cui costruzione è legata al culto dei tre martiri, che secondo la tradizione si fermarono in queste terre durante il loro viaggio verso Lentini. Il santuario è stato edificato nel 1593 ed è considerato uno degli esempi più importanti del ‘500 siciliano. All’interno sono conservate le statue dorate dei tre santi.Il folklore è rappresentato dall’opera dei pupi siciliani che tramanda nel tempo le antiche tradizioni siciliane. L’artigianato è sviluppato soprattutto nel settore della pietra lavica, nella costruzione e decoro dei carretti siciliani e nella lavorazione del legno. È interessante ricordare, per chi fosse interessato, la festa tradizionale che ogni anno, il 9 e il 10 maggio, viene celebrata in onore dei tre martiri. Celebrazione della festa che si svolge con grande solennità, nell’arco di più giorni. La festività si compone di tanti particolari momenti che culminano nella notte tra il 9 e il 10 maggio quando ha luogo la processione dei “nuri” (nudi), uomini vestiti di pantaloni bianchi e di una fascia rossa a tracolla, che trasportano in corteo, il cuore di S.Alfio come sacra reliquia, e grossi ceri accesi per le grazie ricevute. La grande maggioranza dei fedeli è composta da sordomuti per i quali i tre santi hanno compiuto molti miracoli. Vi ricordiamo in ottobre le sagre dei funghi, pane e ricotta; quella dell’uva e della salsiccia, quella delle castagne e del vino e in luglio la festa della musica. La sera cena in albergo e pernottamento.

 


3° GIORNO: ETNA Sentiero Natura Lago Gurrida - BRONTE - RANDAZZODopo la prima colazione, vi attende l’ETNA, con il Sentiero Natura del lago Gurrida, che ha carattere temporaneo in quanto lo specchio d’acqua dissecca quasi del tutto durante il periodo estivo ad eccezione di un bacino realizzato a seguito di una bonifica cui è stato sottoposto. L’area, allo stato odierno, è occupata in parte da vigneti e frutteti, in quella rimanente da formazioni prative e da specie botaniche specializzate alla vita acquatica. In inverno e in primavera il Gurrida si riempie di animali, quali le eleganti Pavoncelle, i Beccacini, i Pivieri, le Pettegole, i Combattenti, i Piovanelli, perlustrano senza sosta le are ricoperte da pochi centimetri d’acqua. Stormi di anatre come i Codoni, i Fischioni, le Morette, le Marzaiole, tutte in livrea nuziale volano da una parte all’altra del pantano alla ricerca di nuovi germogli o di insetti. Il sentiero presenta un percorso facile con una lunghezza di un chilometro e mezzo e si percorre in un’ora. La fruibilità del percorso è adatta anche a chi, per problemi fisici è limitato nelle facoltà motorie.
Proseguendo si raggiungerà BRONTE, con un pranzo tipico dai sapori indimenticabili. La visita del centro storico, inizia con il santuario dell’Annunziata, patrona di Bronte, al cui interno è custodito il bellissimo gruppo marmoreo dell’Annunciazione di Maria dello scultore palermitano Antonello Gagini. Da notare durante il giro turistico il real collegio Capizzi del 1778, uno dei riferimenti storico – culturali tra i più importanti di Sicilia, in quanto istituto dove hanno studiato alcuni importanti scrittori siciliani. Non lontano dal paese si trova l’abbazia di Maniace che prende il nome dal famoso generale bizantino Giorgio Maniace, che sconfisse i Saraceni proprio in questi luoghi. Per commemorare il successo della sua vittoria e come devozione alla Madonna, Maniace depose un’icona di Maria. Lì la regina Margherita di Navarra, moglie di Guglielmo I, volle la costruzione di una chiesa, edificata insieme con un grande monastero, che prese il nome di S. Maria dalla sempre crescente devozione per l’icona. Il monastero fu affidato ai benedettini, e poi ai frati basiliani che l’abbandonarono dopo il terremoto del 1693. Il re di Napoli Ferdinando I di Borbone donò l’abbazia all’ammiraglio inglese Horatio Nelson, come tributo di riconoscimento all’aiuto dato durante i moti repubblicani di Napoli. L’abbazia fu ricostruita e trasformata in dimora residenziale di campagna. Gli eredi di Nelson, ne sono stati proprietari fino al 1981 anno in cui il comune di Bronte ha acquistato il castello e il parco, che oggi si possono visitare come museo.
Un vanto della gastronomia brontese è il pistacchio perno fondamentale di tutta l’economia brontese che è utilizzato largamente nelle preparazioni gastronomiche, dalla pasta casereccia preparata con farina e pistacchio, ai dolci e gelati che presentano sempre questo aromatico verde ingrediente. La festa del santo patrono, S.Biagio, si celebra il 3 febbraio. La famosa sagra del pistacchio si tiene nel mese di ottobre.
Nel pomeriggio vi attende RANDAZZO, per visitare la chiesa di S. Maria, opera di espressiva importanza in stile normanno-svevo, dove dell’originaria struttura rimangono le tre absidi e i torrioni. La chiesa è costruita con blocchi di pietra lavica e nella facciata e nel campanile spiccano motivi a contrasto in pietra bianca. L’interno è in stile rinascimentale, a tre navate a croce latina; si conservano un affresco della madonna del Pileri, e molto altri dipinti di celebri autori. L’altare maggiore è del 1693 in stile barocco. Sul timpano è posto lo stemma della famiglia nobiliare dei De Quatris. Tra gli oggetti preziosi custoditi, ricordiamo il crocifisso ligneo del Pintorno, il calice del re Pietro d’Aragona e il sarcofago in pietra lavica della baronessa De Quatris del 1564. Proseguendo per Via Umberto, si arriva a Piazza Municipio dove si trova il Palazzo Comunale, che occupa un antico convento con chiostro. Nel laterale della piazza vi è la via degli Archi, sormontata da archi a sesto acuto e belle bifore del ‘300. Oltrepassata questa via si giunge in Piazza S.Nicolò dove è posta la chiesa omonima del XII secolo, all’interno una fonte battesimale del XII secolo di fattura bizantina, un bel crocifisso dipinto su legno e altri preziosi arredi sacri. Altra importante chiesa è quella di S.Martino, a tre navate con facciata barocca in pietra lavica, un magnifico campanile gotico del ‘300 e due leoni in pietra arenaria collocati sul portale d’ingresso; all’interno una fonte battesimale in marmo rosso e un reliquiario d’avorio del ‘300. Nella stessa piazza si trova il castello svevo, superstite costruzione delle otto torri che circondavano
la città. È oggi museo dei pupi siciliani. La festa della patrona, la Madonna Assunta, si celebra il 15 agosto con una processione del tradizionale fercolo alto venti metri che rievoca in tutta la sua bellezza i misteri mariani. Per il Natale sono famosi i Presepi viventi. La sera cena tipica in un ristorante.