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Lungo il sentiero che si chiude ad anello dei pilieri in pietra lavica con sovrimpressi i numeri da 1 a 4 segnalano i Punti di osservazione con particolari caratteristiche. P.O. 1 P.O. 2
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P.O.
3 In questo tratto è possibile osservare le tecniche tradizionalmente utilizzate dall'uomo per la costruzione degli ovili, dei recinti, delle "casudde" e dei "pagghiari in pietra". Tali strutture venivano realizzate sfruttando i trovanti lavici e senza l'uso di malte o altri leganti, con modalità usate ancora oggi dagli esperti "mastri" per la realizzazione dei forni in pietra. Inoltre, allo scopo di offrire un riparo ad animali e cose dai venti dominanti, le loro strutture seguivano l'orografia naturale. Ancora oggi, bovini ed ovini che pascolano liberamente sui luoghi, li utilizzano a tale scopo. |
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P.O.
4 Attraversando l'ultimo tratto del sentiero si ritorna verso l'area attrezzata e la "Casa ex Giusa". La discesa consente di osservare altri "pagghiari" in pietra e "torrette" e di attraversare lembi di ginestreti e mandorleti. Camminando sulle scorie delle colate laviche si scoprono piccoli anfratti e volte di gallerie di scorrimento lavico in cui si sviluppa una vegetazione dominata da Felci. |
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Consigli
e attrezzatura: Vista la presenza di varie specie volatili vi invitiamo a percorrere il sentiero in silenzio, per evitare di disturbare la fauna presente al momento e di osservare la stessa dai capanni. E' indispensabile l'uso di un binocolo e di teleobiettivi per una migliore osservazione delle varie specie. Non uscire dal sentiero segnalato. Il sentiero attraversa unarea protetta. Non buttare carta ed oggetti, non estirpare o danneggiare piante,hich non raccogliere fiori, non accendere fuochi. Fate in modo che chi visiterà il sentiero dopo di voi non si accorga del vostro passaggio. |
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