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P.O. 1 Il meleto. |
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P.O.
2 I faggi. Dopo avere attraversato una parte del bosco di castagni e dopo avere compiuto una deviazione di una decina di metri vi trovate sotto una volta di faggi enormi, di polloni che, cresciuti dalla ceppaia, impediscono, con i loro rami e le foglie, al sole di penetrare. Ritornati sul sentiero, poco dopo, un altro splendido faggio che segna con la sua presenza un punto di riferimento significativo lungo il percorso. Il faggio sull'Etna si trova al limite più meridionale del suo areale. |
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P.O.
3 La radura erbosa. Dopo avere incontrato un altro faggio, felci, ginestre e rose canine, siete adesso su una piccola radura erbosa ricca di graminacee ed ancora di ginestre. Da questo balcone naturale verso nord Monte Calanna completamente circondato dalle lave del 1991-'92. Queste lave si sovrappongono ai prodotti effusi nel 1951-'52 riconoscibili per la colorazione più chiara. Nella parete rocciosa, immediatamente al di sotto del punto di osservazione, l'eruzione ha evidenziato diversi "dicchi" spessi oltre un metro e una sequenza di "bancate laviche". |
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P.O.
4 Una magnifica vista. Ormai non siamo immersi nella vegetazione fitta: le lave su cui poggiano i nostri piedi sono state colonizzate dalla ginestra. Anche qui probabilmente nel futuro si insidierà il bosco. Da questo punto di osservazione si gode una magnifica vista della valle del Bove. Da ovest verso est si possono riconoscere due dei crateri sommitali; verso oriente, I Pizzi Deneri con l'imponente cresta di Serra delle Concazze che con una lunghezza di circa 5 km chiude a nord la Valle del Bove terminando con monte Fontane. Sul fondo della valle ben visibili numerosi coni avventizi e lo spuntone di Rocca Musarra. Queste presentano delle aree a superficie calcarea di tipo "aa" che in hawaiano significa "lave che fanno male ai piedi se ci si cammina sopra, e lave di tipo "pahoehoe" (lave piane, cordate, ecc.) su cui si può camminare facilmente. |
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P.O.
5 La cima. L'arrivo alla sommità del Monte Zoccolaro, ove i fedeli hanno posto una croce e un altare, permette un'altra eccezionale veduta della valle del Bove. Sarà possibile scrutare le sue pareti a nord, ovest e sud, nonché il percorso della colata lavica del 1991-'92. Il silenzio è assoluto, solo rotto dal vento e dalla vita del vulcano: da qui si osservano i moti Centenari e il monte Rittman. Con il loro maestoso volo, spesso i rapaci volteggiano nel cielo. Straordinario, per chi avrà la fortuna di vederla, è l'incontro con l'aquila reale che è tornata a nidificare sull'Etna.Consigli e attrezzatura: E' consigliabile percorrere il sentiero nelle stagioni primaverili ed autunnali preferendole all'estate, troppo calda ed all'inverno spesso caratterizzato da nevicate improvvise. Curare labbigliamento in funzione del clima e del particolare morfologia del terreno: il vestiario dovrebbe essere comodo, tanto da consentire libertà di movimento, ma robusto per evitare graffi. Le scarpe potranno essere più o meno pesanti purché fornite di una buona suola per affrontare il terreno lavico. Non uscire dal sentiero segnalato. Potreste recare disturbo alla vegetazione ed agli animali. Il sentiero attraversa unarea protetta. Non buttare carta ed oggetti, non estirpare o danneggiare piante, non raccogliere fiori, non accendere fuochi. Fate in modo che chi visiterà il sentiero dopo di voi non si accorga del vostro passaggio. |
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| Consigli
e attrezzatura: Vista la presenza di varie specie volatili vi invitiamo a percorrere il sentiero in silenzio, per evitare di disturbare la fauna presente al momento e di osservare la stessa dai capanni. E' indispensabile l'uso di un binocolo e di teleobiettivi per una migliore osservazione delle varie specie. Non uscire dal sentiero segnalato. Il sentiero attraversa unarea protetta. Non buttare carta ed oggetti, non estirpare o danneggiare piante,hich non raccogliere fiori, non accendere fuochi. Fate in modo che chi visiterà il sentiero dopo di voi non si accorga del vostro passaggio. |
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